Il Progetto risponde a tre sfide:

  • ottimizzare e sistematizzare le soluzioni innovative che, a livello locale, aiutano le imprese ad essere più produttive;
  • ottimizzare le risorse, gestire il loro impatto e preservare la biodiversità; costruire una strategia comune e condividere esperienze di successo sul piano transfrontaliero;
  • valorizzare le aree rurali dal punto di vista economico e turistico.

INN-Pratica individua esperienze di successo a livello locale e le diffonde su scala più ampia agendo in tre fasi:

  • Mappatura delle innovazioni introdotte nelle regioni interessate.
  • Creazione di una Comunità di Pratica Transfrontaliera, un luogo fisico e virtuale in cui scambiare esperienze, promuovere le innovazioni e adottare strategie condivise.
  • Costruzione di un piano d’azione per la valorizzazione delle aree rurali dal punto di vista economico e turistico, partendo dai risultati raggiunti dalla Comunità di Pratica.

Dopo una prima fase di raccolta e analisi delle innovazioni nel settore agricolo e rurale, il progetto prevede lo sviluppo di una serie di interscambi tra promotori di buone pratiche attorno al tema comune, creando appunto comunità di pratica atte a favorire su base transfrontaliera le singole innovazioni. Si tratta, soprattutto, di innovazioni che consentono una gestione razionale delle risorse naturali, aumentano la produttività aziendale, migliorano la gestione degli impatti aziendali sui soggetti interni ed esterni alle imprese e, infine, possono permettere una valorizzazione, anche in chiave turistica, delle produzioni agro-alimentari e dei territori in cui le imprese insistono.

Output e risultati

INN-Pratica stimola il dialogo tra le aziende agricole. Le imprese imparano dalle idee e dalle buone pratiche condivise e mettono in atto soluzioni innovative che hanno un impatto positivo sui territori a livello economico e ambientale. In particolare, i risultati attesi sono:

  • La costruzione di linee guida transfrontaliere e un Piano d’Azione delle buone pratiche transfrontaliere che accompagni le imprese e i territori verso la transizione ecologica e digitale.
  • L’uso delle innovazioni agricole come strumento per valorizzare le aree rurali, attraverso il Piano d’azione per la valorizzazione delle produzioni agro-alimentari ottenuti a partire dai prodotti e dai processi innovativi identificati, anche in chiave turistica per le aree rurali.
  • La creazione di una Comunità di Pratica Transfrontaliera che facilita il dialogo e la comunicazione costante tra imprese, istituzioni e mondo della ricerca.

Valore aggiunto apportato dal progetto

Le aziende agricole hanno a disposizione un piano d’azione per partecipare al processo di transizione ecologica e digitale nel settore agricolo. Le istituzioni e il mondo della ricerca collaborano con le aziende per sviluppare nuovi progetti innovativi. Le aree rurali attraggono turisti responsabili perché coniugano innovazione e sostenibilità ambientale, sociale e culturale. I consumatori hanno accesso a prodotti locali sostenibili e diventano più consapevoli delle pratiche agricole responsabili presenti nel luogo in cui vivono. Gli agricoltori hanno un ruolo attivo nella tutela del territorio e sono promotori di innovazione, autenticità e qualità.

Database delle innovazioni

Il database si configura come uno strumento di divulgazione finalizzato a rendere note a un pubblico ampio le innovazioni in campo agricolo, individuate dall’Agenzia Laore Sardegna, nel territorio della Regione Sardegna.

Dal punto di vista metodologico, le aziende potenzialmente innovatrici sono state analizzate tramite interviste approfondite per categorizzare le loro innovazioni in base a caratteristiche chiave, legate all’oggetto dell’innovazione (prodotto, processo, organizzativa, marketing), alla tipologia (digitale, fisica, biologica)  alla tecnologia applicata e alla sua sostenibilità (sociale, economica, ambientale) utilizzando tecniche di analisi dati per comprendere le dinamiche innovative e le loro relazioni interne all’impresa nonché rispetto agli attori che gravitano attorno alla sua ideazione e messa in atto (università, centri di ricerca, amministrazioni pubbliche, società civile).

L’analisi si è fondata sui criteri definiti per la mappatura transfrontaliera delle innovazioni contenuti nella ricerca realizzata dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e di seguito sinteticamente riportati.

Tipologia dell’innovazione – l’innovazione è individuata sulla base dello specifico elemento che ne consente lo sviluppo/applicazione. Le innovazioni sono infatti rese possibili dalle nuove tecnologie digitali, dalle proprietà intrinseche dei materiali, o dai processi biologici. Per tali ragioni, le tre diverse tipologie di opzioni identificate hanno ricompreso:

– Innovazione digitale: si riferisce all’adozione e all’applicazione di tecnologie computer-based (elettronica e ICT) che fanno largo uso di informazioni e di connessioni tra risorse fisiche.

– Innovazione fisica: si concentra sullo sviluppo e l’applicazione di nuove tecnologie che utilizzano le proprietà dei materiali, dell’energia e della natura e delle loro interazioni.

– Innovazione biologica: si basa sull’utilizzo di tecnologie che si fondano su aspetti biologici e naturali per creare prodotti e processi che hanno usi e obiettivi specifici.

Oggetto dell’innovazione: l’innovazione è classificata in funzione dell’oggetto al fine di fornire informazioni sullo scopo, le sue caratteristiche generali ed i suoi potenziali impatti sull’impresa. Sulla base della classificazione fornita dal Manuale di Oslo (OECD/Eurostat, 2018), sono state individuate quattro tipologie di innovazione: di prodotto, processo, organizzative e di marketing.

  • Prodotto: si riferisce alla creazione e sviluppo di nuovi prodotti e/o servizi o al perfezionamento di quelli esistenti per aumentare la soddisfazione dei clienti o conquistare nuovi mercati.
  • Processo: riguarda il metodo di produzione o distribuzione nuovo o considerevolmente migliorato. Ottimizzare efficienza, ridurre i costi e aumentare la qualità dei prodotti o servizi.
  • Organizzativa: si riferisca alla modifica delle pratiche commerciali, della struttura del lavoro, delle relazioni interne e quelle con i partner esterni. Migliorare la collaborazione, la flessibilità e l’adattamento ai cambiamenti del mercato.
  • Marketing: riguarda il modo in cui un prodotto o servizio viene presentato, promosso e distribuito al pubblico (campagne pubblicitarie creative, packaging accattivanti, canali di vendita alternativi o programmi di fidelizzazione dei clienti).

Adattamento dell’innovazione: l’innovazione è classificata in funzione della capacità di adattamento rispetto a tecnologie e competenze già possedute dall’impresa e catalogate come innovazioni di routine, rivoluzionaria, radicale e strutturale/organizzativa.

  • Innovazione di routine: basata su competenze, tecnologie e modelli di business esistenti (miglioramento dell’esistente).
  • Innovazione rivoluzionaria (o dirompente): utilizzo di competenze tecnologiche esistenti ma richiede nuovi modelli di business in grado di rispondere alle esigenze di un diverso tipo di mercato (innovazioni che si rivolgono a nuovi gruppi di consumatori o soddisfano nuovi bisogni latenti).
  • Innovazione radicale: introduce nuove tecnologie usate per creare prodotti che si rivolgono alla stessa base di consumatori o che soddisfino gli stessi bisogni, senza dunque comportare modifiche profonde al modello di business.
  • Innovazione strutturale/organizzativa (architetturale): comporta l’impiego di nuove competenze tecnologiche e la necessità di un nuovo modello di business.

Sostenibilità: l’innovazione è indagata in base al suo impatto sull’ambiente, sulla società, o sulla sfera economica delle imprese. In altri termini, si vuole indagare la sostenibilità ambientale, sociale ed economica della buona pratica.